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Colazione della domenica fra ricordi d’infanzia e nuove tendenze

Intervista a Lidia Forlivesi ideatrice della Colazione della domenica e breakfastlover da sempre

Lidia Forlivesi_colazione

 

Studi in comunicazione, un master in giornalismo enogastronomico e sei anni a New York   trascorsi a occuparsi di marketing ed eventi per un importante gruppo di ristoranti italiani…e degli amici per i quali la tavola era sempre apparecchiata. Oggi è passata a trovarci Lidia Forlivesi di Nonsolofood.com che con la sua speciale Colazione della domenica ha conquistato il mattino dei milanesi e il cuore dei socialholic. Da Cesena, a Roma, a Milano, passando per New York senza saltare nemmeno una colazione, ecco cosa ci ha raccontato.

Lidia, che rapporto hai con il mattino e che cosa fai per prima cosa appena sveglia?

Sono mattiniera. Mi alzo prima del mio compagno che è un po‘ dormiglione, un po‘ meno da quando sta con me, apparecchio – e lo facevo anche prima di avere un’immagine on line – perché mi piace e ci tengo. La colazione deve essere fatta bene: è una forma di rispetto verso il cibo, i ritmi e le cose. Non sono fra quelle persone che preferiscono dormire e al mattino prendono un caffè o mangiano una cosa al volo. E sì, la colazione è la prima cosa che faccio al mattino.

 Con chi la fai  di solito? Con il tuo compagno?

Sì, Enrico, diventato un po’ famoso anche lui, visto che quando non è fuori per lavoro è sempre presente alle Colazioni: è stato soprannominato il “mastro della moka”.

Cosa non manca mai nel menù della colazione? La granola, che di solito faccio in casa, o compro i cereali, caffè e spremuta.  Durante la settimana il menù è dolce e un po’ più ridotto, mentre nel fine settimana la colazione diventa salata: la adoro!

E se la colazione fosse un odore?

Il caffè della moka. Ho una macchina per il caffè molto buona ma quello della moka mi piace perché diffonde gli odori per la casa e si instaura un rapporto più emotivo con la colazione, è un rito.

Hai girato tanto e vissuto a New York ma c’è qualcosa della colazione italiana di cui non riesci a fare a meno? Cosa invece apprezzi della colazione all’estero?

Quello di cui non faccio a meno della tradizione italiana – si sarà capito –  è il caffè. In generale vivere all’estero ti porta ad approcciare la colazione salata in modo diverso  ma devo dire che fin da piccola mia madre mi ha abituato a mangiare anche salato, ad esempio un panino con il prosciutto. Mi ricordo addirittura, in un periodo in cui rifiutavo il cibo, che mia madre per farmi mangiare mi preparava la fettina di carne e pomodoro. L’aver vissuto all’estero mi ha fatto amare ancora di più la colazione anche nella versione salata e mi ha fatto scoprire la granola, questo mix di fiocchi misti, frutta secca, al quale mi piace aggiungere miele, sciroppo d’acero. E da NY ho riportato anche la passione per la banana bread. Oggi la mia colazione è varia e al dolce non rinuncerei mai visto che sono golosa ma quando ho più tempo diventa salata.

Ci hai incuriosito con questi dettagli sulla colazione da bambina…ti va di raccontarcela? Per esempio la colazione della domenica era diversa dalle altre?

Premetto che noi in famiglia siamo in 5 – siamo tre sorelle – e nonostante la confusione di una famiglia numerosa, abbiamo sempre fatto colazione e non è mai stata una “volante”. La mattina ci si alzava, tovagliette, tazze e si faceva colazione e ognuno aveva la sua. Per me fin da piccola erano i cereali e qualche mattina era il mio amato panino con il prosciutto di cui parlavo prima. Non c’era la colazione della domenica nel senso che non era una colazione particolare, diversa:  non era un momento speciale perché lo era un po’ tutti i giorni. E penso che il mio amore per la tavola nasca proprio da questo, dal fatto che mia madre mi abbia abituato al rispetto per il cibo. La cucina fin dalla mia infanzia è sempre stato il cuore della casa, il luogo in cui avvenivano le cose: ci riunivamo in cucina, studiavo in cucina…

Parliamo un po’ delle tue Colazioni della domenica: in pratica fai incontrare sconosciuti a colazione a casa tua davanti a una meravigliosa tavola imbandita. Lo chiamano social eating…Ci spieghi di cosa si tratta e come è nata questa idea?

Il progetto è nato perché a NY avevo partecipato a eventi di social eating (n.d.r. eventi food che nascono sulla rete e che fanno incontrare sconosciuti in una location esclusiva o a eventi a tema) ma anche e soprattutto perché adoro ospitare.  Per me la casa, da sempre e ovunque, deve essere un luogo in cui sto bene, in cui mi piace tornare la sera ed è un punto di riferimento per tutti i miei amici.  Anche a NY ad esempio gli amici italiani mi chiamavano  all’ultimo momento e mi dicevano: sono sotto casa tua mi prepari da mangiare? Oppure la domenica sera facevo la pizza o i passatelli. Casa mia è sempre stata aperta e tutt’ora al di là degli eventi di social eating ho ospiti almeno 3 sere a settimana. Mi piace ospitare e la colazione fa parte della mia vita da sempre. Tantissimi compleanni, ad esempio, li ho festeggiati ospitando amici a una prima colazione. Certo non posso invitarli alle 8:00 solo perché sono mattiniera per cui  di conseguenza le mie colazioni diventano anche un po’ un brunch…ed è così che sono iniziate le mie colazioni della domenica: prima invitando gli amici, poi gli amici degli amici, fino a diventare un evento aperto a tutti. E ormai sono quasi 2 anni! La chiamo colazione della domenica perché mi piace che evochi un discorso di tradizione, di ritmi: inizia intorno alle 11:30 e finisce quando gli ospiti se ne vanno… e non sono mai andati via prima delle 15:00 (una volta anche alle 17:00).

 Dall’ultima indagine del nostro osservatorio emerge che la colazione a casa fa bene alla famiglia…e agli sconosciuti?

Sì, decisamente sì. In questi anni ho visto nascere tantissime amicizie! Ho conosciuto persone che ormai fanno parte del mio gruppo di amici e so di persone che a loro volta sono diventate amiche. Una volta sono venute 3 ragazze da sole e so che dopo la Colazione hanno iniziato a frequentarsi e hanno messo su un blog. È anche per questo che continuo a farle, nonostante sia impegnativo e  faticoso – ogni colazione mi impegna 3 giorni – mi fa stare bene vedere che quando le persone sono intorno al tavolo si crea un clima speciale, c’è un’armonia difficile da spiegare…

 La cosa più bella che ti hanno detto i tuoi ospiti dopo l’esperienza della colazione?

Che si sentono a casa. Il social eating ha tantissime sfumature: la cena segreta, il posto segreto, lo speak easy ecc. La mia colazione è segreta – perché è casa mia e banalmente non posso divulgare il mio indirizzo – però nasce da un’esigenza di accogliere e far sentire le persone a casa come se fossero amici o amici degli amici, non sono sconosciuti e le persone che vengono mi dicono tutti questo. Mi dicono sei la padrona di casa perfetta e questo mi fa molto piacere perché il mio intento è che i miei ospiti si godano l’esperienza. E quando ricevo questi apprezzamenti sento che lo sto facendo nel modo giusto.

 

Grazie Lidia per la bella chiacchierata, è stato davvero un piacere!

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